Menu principale:
Classe: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Scienidi
Nome scientifico: Agrysomus regius
Nome italiano: Boccadoro
Morfologia:
Il boccadoro, così chiamato per la tinta giallastra dell'apertura boccale, è un pesce dal corpo slanciato e poco compresso, di linea elegante con testa conica e muso ottuso su cui si apre una grande bocca armata di denti solo sulle mascelle. È dotato di due pinne dorsali: la prima breve e con raggi spinosi, la seconda molto lunga e molle, entrambe aventi la caratteristica di potersi ripiegare adagiandosi in un solco. La caudale è a spatola. Piccola l'anale e modeste le pettorali e le ventrali. Rivestito di squame fin sulla testa, il corpo del boccadoro ha tinta grigio-
Riproduzione e accrescimento:
La riproduzione dei boccadoro ha luogo nei mesi estivi con la deposizione in acque costiere di piccole uova pelagiche. Non si sa molto sull'incubazione delle uova, sulla nascita e lo sviluppo degli avannotti. Gli adulti raggiungono a volte i 2 m di lunghezza, ma più frequentemente vengono pescati soggetti lunghi circa 1 m.
Alimentazione:
Questo pesce si nutre soprattutto di sardine e cefaletti, ma anche di altri pesci e avannotti che frequentano le zone costiere antistanti le foci. E' vorace e insegue a lungo le sue prede.
Comportamento:
Vive in acque basse, su fondali preferibilmente sabbiosi, ma talvolta anche rocciosi e sassosi, in vicinanza di estuari o sbocchi d'acqua dolce oppure entro lagune e altre acque salmastre. Gli esemplari più giovani risalgono in banchi gli estuari. E' un pesce rumoroso. Vibrando la vescica natatoria, che ha la particolare conformazione tipica degli Scienidi, il boccadoro emette dei rumori caratteristici simili a grugniti, soprattutto durante l'accanito inseguimento delle prede. Questi suoni, che possono essere uditi ad alcune decine di metri, fanno sì che il pesce sia anche chiamato "borbottone" o "grugnitore".
Distribuzione:
La diffusione del boccadoro copre una vasta area che va dalle coste occidentali europee e africane a quelle australiane. E molto comune nel Mediterraneo, ma è poco frequente lungo le coste italiane, dove una maggiore presenza è segnalata in Sardegna e Sicilia.