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Cefalo

Abitanti acque > Pesci marini A<>O

Classe: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Mugilidae
Nome scientifico: Mugil cephalus
Nome italiano: Cefalo

Morfologia:
Il cefalo ha corpo fusiforme, rivestito di squame cicloidi un po' grandi anche sulla testa, ma privo di linea laterale. La testa è appiattita e larga, con il muso arrotondato. La bocca è piccola e priva di denti. Gli occhi sono protetti da una palpebra adiposa con una fessura verticale ellittica. Sul dorso spiccano due pinne: la prima, a metà del corpo, è breve e relativamente alta, sorretta da quattro raggi spinosi; la seconda, distanziata, è poco più lunga, molle e contrapposta all'anale, di uguale grandezza; abbastanza ampia la pinna caudale, biforcuta. Pettorali e ventrali sono di modesto sviluppo. La sua livrea è grigia, più o meno scura sul dorso e chiara sui fianchi, con alcune piccole strisce brune longitudinali. Il ventre è bianco-argenteo. Il Mugilcephalus è il più grosso di tutti i cefali e può raggiungere i 70 cm di lunghezza e i 4-5 kg di peso. La famiglia dei Mugilidi comprende numerose specie a larga diffusione, delle quali cinque comuni lungo le nostre coste. Oltre al cefalo comune (Mugilcephalus) vi sono i seguenti: cefalo dorato (Mugil auratus). Si distingue per il corpo più slanciato. Ha una grossa macchia aurata sull'opercolo e un'altra dietro l'occhio. E lungo da 20 a 40 cm e; cefalo calamita (Mugil capito). Ha la testa appiattita e il muso più largo degli altri; anch'esso presenta una macchia d'oro sull'opercolo. Il suo corpo è un po' più ovale. Manca inoltre della palpebra sugli occhi. E lungo da 30 a 50 cm; cefalo verzelata (Mugil saliens). E detto anche "saltatore" perché compie frequenti salti fuor d'acqua. Resiste bene al freddo, tanto che a Venezia lo chiamano "magnagiazo" (ossia mangiaghiaccio). Simile al cefalo dorato, manca della macchia d'oro sulla testa, ma ne ha alcune sugli opercoli; manca inoltre della palpebra. Ha il muso appuntito. E lungo fino a 40 cm; cefalo bosega (Mugil chelo). Ha forma più tozza dei cefali visti fin qui, corpo più breve, di color grigio - bluastro sul dorso, con, linee longitudinali giallastre. E caratterizzato da tre serie di papille rosse sul grosso labbro superiore. Questo è il cefalo più grosso: arriva a 60 cm di lunghezza.
Riproduzione e accrescimento:
La stagione della riproduzione va dalla tarda primavera all'estate; allora, uniti in grossi banchi, i cefali discendono dalle acque dolci 'e salmastre nel mare per deporvi uova di piccole dimensioni.
Alimentazione:
Pesce onnivoro per eccellenza, il cefalo si nutre di tutto: anellidi marini (tremolina, arenicola) e di terra, crostacei, piccoli molluschi, avannotti, larve (anche quelle di mosca carnaria), sostanze organiche in decomposizione, alghe.
Comportamento:
I cefali hanno indole gregaria e, in banchi numerosi, si spostano continuamente presso le coste. Spesso sostano alla foce dei fiumi o all'imbocco dei porti, a volte vi penetrano risalendoli per un buon tratto e giungono fino nelle lagune. Sono pesci eurialini, sopportano cioè le variazioni di salinità, e ciò permette loro di trovare rifugio nelle acque dolci quando sul mare imperversano forti mareggiate. Pesci pacifici, cercano sempre acque tranquille e riparate, ricche di scarichi e di detriti, in cui si muovono alla incessante ricerca del cibo. La loro presenza è spesso segnalata da scie nell'acqua.
Distribuzione:
Tutte le specie di cefali qui descritte abbondano lungo le coste italiane. Si trovano inoltre in alcuni grandi laghi dell'Italia centrale (Trasimeno, Bolsena, Albano, Piediluco) e nelle lagune e stagni costieri dell'alto e basso Adriatico, della Toscana e della Sardegna. Nel Po, e a volte presso la foce del Mincio.

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