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Grongo

Abitanti acque > Pesci marini A<>O

Classe: Osteitti
Ordine: Anguilliformi
Famiglia: Congridi
Nome scientifico: Conger conger
Nome italiano: Grongo

Morfologia:
Il grongo ha l'aspetto di una gigantesca anguilla. Ha corpo molto allungato, subcilindrico e, nella sua parte posteriore, compresso lateralmente. La testa, lievemente depressa, ha il muso allungato e un po' appuntito, con la mascella superiore più lunga dell'inferiore. Entrambe le mascelle sono armate di denti ricurvi e variamente lunghi. La bocca è grande, orlata di spesse labbra. L'occhio è molto più grosso di quello dell'anguilla. Sul dorso, la lunga pinna inizia poco dietro il capo e, elevandosi progressivamente, continua ininterrotta fondendosi con la caudale (che termina a punta) e, al di sotto, con l'anale. Le pettorali, inserite sopra le modeste fessure branchiali, sono ben sviluppate. Il corpo del grongo è rivestito di pelle senza squame, di notevole spessore e ricoperta di muco. La sua tinta dipende dai fondali in cui il pesce vive: solitamente è grigio-brunastra, più scura superiormente. La bocca e le branchie sono nere. La lunga pinna dorsale è grigio-biancastra, le pettorali sono striate di grigio scuro
o violetto.
Riproduzione e accrescimento:
Ecco un'altra somiglianza che accomuna gronghi e anguille: anche il grongo, infatti, si riproduce una sola volta nella sua vita. Ma, al contrario delle anguille, non emigra verso mari lontanissimi, bensì resta nei luoghi abituali, dove le femmine depongono un'enorme quantità di uova pelagiche: da 8 a 10 milioni per ogni fattrice. Le uova vengono subito fecondate dai maschi. Questa funzione è talmente gravosa per i gronghi che al termine muoiono dopo un breve lasso di tempo. Dalle uova nasceranno larvette piatte e trasparenti molto simili ai "leptocefali" delle anguille e che gradatamente raggiungono una lunghezza di 12 cm, dopo di che subiscono profonde metamorfosi, assumendo sempre più la forma degli adulti. A sviluppo completo, il grongo tocca all'incirca i 2 metri di lunghezza e il peso di 20-30 kg, ma può raggiungere e persino superare i 3 metri 70 kg di peso.
Alimentazione:
Vorace predatore, il grongo si nutre di pesci di qualunque specie: clupeidi (specie le sardine), boghe, salpe, sgombri; assale i cefalopodi (seppie, totani, polpi) e i crostacei come i gamberi e i piccoli granchi di cui riesce a rompere il guscio grazie ai denti robusti.
Comportamento:
Pesce di indole pigra, il grongo resta a lungo sui fondali fangosi, rocciosi o sabbiosi, a seconda della specie. L'attività del grongo inoltre è notturna e ricorda in un certo senso quella delle sue più vicine parenti, le anguille. Di giorno infatti rimane nascosto e quasi inattivo nelle cavità rocciose o nelle profondità di sabbia e melma. Dell'altra sua consimile, la murena, il grongo presenta la stessa aggressività: quando di notte esce in caccia diventa un avido predatore, pronto ad assalire tutto ciò che gli passa vicino: pesci, crostacei o molluschi.
Distribuzione:
Presente in tutti gli oceani, il grongo comune, insieme con le altre specie, è, molto diffuso nel Mediterraneo. La sua presenza in Italia è uniforme lungo tutte le coste. Il grongo nasuto si trova più frequentemente lungo il litorale ligure e toscano. Non è presente in Italia il grongo delle Baleari.

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