Ombrina - Apssl-Fipsas Lodi

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Ombrina

Abitanti acque > Pesci marini A<>O

Classe: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Scienidi
Nome scientifico: Umbrina cirrosa
Nome italiano: Ombrina

Morfologia:
Il corpo dell'ombrina ha una bella linea ovale, col dorso più arcuato sul ventre e nel complesso robusto. La testa è slanciata con bocca abbastanza ampia e armata di piccoli denti, con la mascella superiore lievemente prominente rispetto a quella inferiore. Sotto il mento pende un breve e grosso barbiglio. Gli occhi sono argentei. L'ombrina ha due pinne dorsali contigue, di cui la posteriore più lunga. La coda è breve e poco arrotondata, la pinna anale breve, le ventrali sono contrapposte alla prima dorsale in posizione toracica. Medie le pettorali. L'ombrina, che è rivestita di ampie squame ctenoidi, ha una bella livrea che la rende inconfondibile dagli altri pesci: cenerina e azzurro scura sul dorso, più chiara lateralmente, con numerose linee oblique, ondulate e parallele fra loro, giallo dorate o bruno. Scura la prima pinna dorsale, giallastra e variegata di azzurro la seconda. La pinna anale è rossiccia.
Riproduzione e accrescimento:
Tra gennaio e febbraio, le ombrine si avvicinano maggiormente alla costa, scegliendo zone non distanti dalle foci fluviali e dove si ammucchiano alghe morte e detriti, e là depongono molte uova pelagiche che si schiudono in breve tempo. L'accrescimento delle giovani ombrine è abbastanza celere. Raggiungono anche il metro di lunghezza e un peso di 15 kg.
Alimentazione:
Questo pesce si ciba soprattutto di molluschi e piccoli crostacei, vermi marini e piccoli clupeidi.
Comportamento:
L'ombrina predilige bassifondi ghiaiosi o sabbiosi presso scogli o piccoli gruppi rocciosi. Vive anche in acque a scarsa salinità come quelle lagunari o presso le foci fluviali. Pesce molto pigro, vive solo o in coppia (maschio e femmina), solo assai raramente in gruppetti di 20-30 esemplari. L'ombrina di giorno preferisce restare intanata fra rocce e anfratti e diventa più attiva di notte.
Distribuzione:
Diffuse lungo tutte le coste dell'Atlantico e quelle del Mediterraneo e un tempo abbondanti nei mari italiani, le ombrine oggi si sono molto rarefatte. Il motivo non è ben noto, ma si può supporre che gran parte della colpa debba imputarsi al progressivo inquinamento dei fiumi che si riversano in mare.

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