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Orata

Abitanti acque > Pesci marini A<>O

Classe: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Sparidi
Nome scientifico: Sparus auratas
Nome italiano: Orata
 
Morfologia:
L'orata ha corpo ovale, particolarmente alto e dai fianchi compressi. Il dorso di questo pesce è convesso e termina con una curva pronunciata che scende a formare la testa massiccia. Gli occhi sono piccoli. La bocca dell'orata è bassa ed è caratterizzata da labbra spesse e dal taglio diritto. La mascella sporge di poco sulla mandibola. Il colore di base dell'orata è il grigio con riflessi argentati mentre sul dorso assume riflessi azzurro-dorati. I lati invece sono grigi. Presso la testa, dove ha inizio la linea laterale, il pesce presenta una grande macchia nera. Il nome dell'orata le deriva dalla fascia dorata visibile tra gli occhi. Questa banda è bordata da altre fasce scure, meno appariscenti negli esemplari più giovani. In corrispondenza dell'opercolo, vicino alle pinne pettorali, c'è un'altra macchia, rossa, la cui intensità varia a seconda dello stato dell'animale.
Riproduzione e accrescimento:
Per quanto riguarda le dimensioni, l'orata non supera i 70 centimetri di lunghezza e il suo peso può raggiungere anche i 7 kg. Il peso di un esemplare di orata dipende dal suo sesso. Anche questo pesce, infatti, come accade in altre specie ittiche; nasce maschio e poi si trasforma in femmina. Il momento del mutamento di sesso coincide con un aumento delle dimensioni: ecco perché le orate più grosse, quelle cioè che raggiungono e superano i 40 centimetri, sono tutte femmine, tranne poche eccezioni. Dopo poco meno di due mesi dalla sua nascita, l'orata ha già assunto l'aspetto adulto. Questi cinquanta giorni circa costituiscono il periodo più critico della vita dell'orata poiché in questa fase è più facilmente preda di pesci più grossi che si nutrono di avannotti. L'orata è dotata di una dentatura particolarmente robusta, le cui principali caratteristiche sono i denti caniniformi, ben visibili e presenti in numero da 4 a 6, dietro i quali ve ne sono altri, molariformi, disposti in quattro file. Grazie a questa formidabile dentatura, l'orata è in grado di nutrirsi anche di molluschi e gasteropodi dei quali apre senza fatica il guscio. Proprio per questo motivo, l'orata è un pesce molto temuto dagli allevatori di mitili e ostriche. Il periodo della riproduzione per l'orata cade tra ottobre e dicembre. Dapprima gli animali si riuniscono in banchi, benché fino ad allora abbiano condotto vita solitaria o si siano mossi in piccoli gruppi. La fecondazione avviene esternamente: maschi e femmine emettono spermatozoi e uova liberamente nell'acqua e in quantità tali da intorbidirla. Ogni femmina può infatti deporre fino a 200.000 uova e oltre per ogni suo chilogrammo di peso. Le uova restano a galla, portate dalla corrente, e dopo tre giorni si schiudono. Il numero degli avannotti, la cui fase di crescita dura 50 giorni, è però molto ridotto poiché sono preda di altri pesci.
Alimentazione:
La resistente dentatura dell'orata le permette di variare moltissimo la sua alimentazione, che comunque resta sempre carnivora. Infatti, proprio servendosi dei denti l'orata riesce a rompere i gusci di crostacei come granchi e paguri, le valve di molluschi come cozze, vongole, cannolicchi e arselle e altri animaletti corazzati che per tutti gli altri pesci rappresentano un problema
Comportamento:
In primavera entra negli stagni costieri salmastri, in cui restano per tutta l'estate. In autunno ritornano in mare per riprodursi. Ha abitudini gregarie e i branchi sono formati da individui di diverse taglie, guidati dall'esemplare più grosso. E' un pesce sensibile alle basse temperature. Quelli che entrano nelle lagune venete se ai primi freddi non riescono a tornare al mare, o si infilano nel fango delle zone più profonde oppure muoiono.
Distribuzione:
L'orata è diffusa in un vasto areale che comprende tutto il Mar Mediterraneo, il Mar Nero e la fascia dell'Oceano Atlantico che va dal Senegal alla Gran Bretagna. In Italia è più spesso presente nell'alto Adriatico e lungo le coste pugliesi, tutto intorno alle coste siciliane e sarde e lungo il litorale ligure. La si trova più facilmente tra i 5 e i 30 m di profondità.

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