Sgombro - Apssl-Fipsas Lodi

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Sgombro

Abitanti acque > Pesci marini P<>Z

Classe: Osteitti
Ordine: Perciformi
Famiglia: Scombridi
Nome scientifico: Scombres scombrus
Nome italiano: Sgombro

Morfologia:
Lo sgombro ha il corpo affusolato, slanciato, un po' compresso ai lati, con il peduncolo caudale molto sottile; la testa è conica e termina con un muso appuntito. La bocca è grande, dotata di denti piccoli, ma numerosi e disposti anche sul vomere e lungo tutto il palato. Gli occhi sono di media grandezza e hanno palpebre adipose. Le sue dimensioni non superano mai i 50 cm di lunghezza. Si tratta di un pesce "azzurro" tra i più diffusi nei nostri mari. Infatti i suoi bellissimi colori vanno dal blu metallico al verde azzurrato nelle parti superiori, segnate da numerose strisce verticali, più scure e ondulate. Il ventre è invece chiaro, di colore bianco argentato. Le squame dello sgombro sono sottili e uniformi. La colorazione azzurra ha anche una funzione mimetica: lo rende infatti quasi invisibile in acqua. Lo sgombro è un pesce privo di vescica natatoria, quindi, come avviene per gli squali, è costretto a muoversi continuamente. E peraltro un pesce velocissimo e un nuotatore instancabile, aiutato anche dalla idrodinamicità del suo corpo affusolato e dalla conformazione delle sue pinne superiori. Le due dorsali sono molto distanziate tra loro: la prima, con nove raggi, è a vela, la seconda ha forma più squadrata. Subito dopo quest'ultima si trovano cinque escrescenze appuntite dette pinnule. La coda è ampia e ha i lobi appuntiti. Esiste anche una seconda specie di sgombro, che si differenzia dallo Scomber scombrus per le dimensioni inferiori, le squame più grosse e l'occhio più grande. Si tratta del "lanzardo", il cui nome scientifico è Scomber japonicus colias. E infatti molto più diffuso nei mari del Giappone, ma lo si incontra di sovente anche nel Mediterraneo.
Riproduzione e accrescimento:
Durante la migrazione primaverile, le femmine depongono in più riprese, ma sempre di notte, fino a 400.000 uova e oltre. Sono uova molto piccole, non superano il millimetro di diametro e sono del tipo pelagico, restano, cioè, a galla sul pelo dell'acqua. Dopo circa una settimana nascono gli avannotti, lunghi 3 mm. Dopo pochi mesi crescono fino a 5 cm e in capo a un anno raggiungono i 15 cm. Il raggiungimento della lunghezza media, 30 cm, avviene verso i due anni di vita e coincide con la maturità sessuale.
Alimentazione:
Lo sgombro è un pesce voracissimo. Deve d'altronde nutrirsi molto per far fronte alle energie consumate nel continuo movimento cui lo costringe la mancanza di vescica natatoria. Quando, nella stagione invernale, vive sui fondali, lo sgombro si nutre dei microrganismi che compongono lo zooplancton e di avannotti, preferibilmente di clupeidi. Quando nella stagione della riproduzione, che coincide con il passaggio dalla primavera all'estate, si avvicina alla costa, lo sgombro nelle sue migrazioni segue sempre banchi di alici o sardine giovani che costituiscono il suo nutrimento principale
Comportamento:
È un pesce pelagico, che trascorre la maggior parte della sua vita in mare aperto, fino a 100 m di profondità. Si muove sempre in banchi, solitamente composti da pochi individui. In primavera, al tempo della frega, gli sgombri si riuniscono invece in migliaia di esemplari di taglia simile e si avvicinano alla costa. Verso maggio o giugno e in determinate condizioni ambientali, banchi di sgombri giungono fino alle basi delle banchine dei porti e, più raramente, entrano nelle darsene.
Distribuzione:
Gli sgombri sono diffusi nell'Atlantico settentrionale, dal Labrador al Capo Hatteras e dal Capo Nord sino all'Africa settentrionale, quindi nel Mar Baltico, nel Mare del Nord e in tutto il Mediterraneo. Praticamente, la loro area di diffusione nelle acque italiane abbraccia tutto il perimetro costiero della penisola e delle isole, forse con una maggior presenza nei settori occidentali liguri, tirrenici e fonici.

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